Studiare le lingue straniere

Tradizione e Modernità nell’insegnamento delle lingue straniere

Da molte parti ci si chiede il motivo per cui studiare le lingue straniere. Le risposte possono essere molte ed in fondo potrebbe essercene anche una sola.

Infatti, che cos’è una lingua, se dovessimo ridurre il concetto all’essenziale? Uno strumento per comunicare. Vale a dire inviare e ricevere messaggi tramite un codice condiviso. Tutto qua.

Certo, per giungere a questa “banalità”, abbiamo avuto bisogno di diverse decine di migliaia d’anni…

Pertanto, le cose non sono così semplici, specie se il codice “lingua” non lo si conosce o lo si conosce parzialmente: è il caso delle lingue straniere, ovviamente.

La comunicazione, in quest’ultimo caso, è totalmente o parzialmente impossibile: il che significa che i messaggi che inviamo o riceviamo cadono nel vuoto, creando, nei casi più lievi, dei banali fraintendimenti e, nei casi peggiori, delle crisi più o meno gravi.

Naturalmente, il codice-lingua coinvolge anche tutti quegli aspetti contestuali e culturali cui si lega: intendiamo tanto la cultura “alta”, quanto la cultura materiale e “popolare”: spesso quest’ultimo aspetto viene posto in secondo piano, mentre la “lingua d’uso”, i modi e la comunicazione della “quotidianità” è ciò che più manca: l’impostazione dell’insegnamento linguistico (specie nei paesi come il nostro) risente dell’atteggiamento che risulta superato dai fatti e dalle nuove necessità, in cui al vertice sta la letteratura e tutto quello che essa concerne; l’uso “comunicativo” del linguaggio (che abbiamo già affermato essere la sua stessa essenza) viene decisamente in secondo piano.

In altre parole si tratta di contrapporre una lingua viva ad una morta; una attiva ed una passiva, in qualche modo.

Non si tratta di un compito facile, anche perché, appunto, è necessario scalfire una tradizione estremamente consolidata, ma i modi per riuscirci e per ottenere risultati esistono.

Uno è quello che ha messo in pratica la New Way School Scuola di Lingue di Brescia.

Questo istituto privato ha fermamente deciso di percorrere la strada dell’uso delle lingue quali veicoli di comunicazione e non come semplici oggetti di un apprendimento passivo.

Stessa cosa per l’Istituto Linguistico Mediterraneo, che oltre a questa metodologia propone un sistema di insegnamento personalizzato con corsi individuali oppure corsi per gruppi, dove con un occhio al programma si tiene fortemente conto delle esigenze specifiche degli studenti.

Dunque l’inglese, il francese, il tedesco etc. spendibili nella vita quotidiana: il lavoro, gli studi, i propri interessi culturali, la socializzazione…

Quest’ultima è ovviamente legata sempre di più alle tecnologie che ci permettono di essere in tempo reale in contatto con ogni angolo del globo: un nuovo tipo di rapporti (e pertanto di comunicazione) che vede nell’uso in particolare dell’inglese un dato qualificante.

Non padroneggiarlo può significare sfruttare solo parzialmente le potenzialità stesse degli strumenti che abbiamo a disposizione.

D’altro canto, il problemi legati al lavoro, nel momento storico che stiamo affrontando, sono decisivi.

Il lavoro non è più quello di prima; i modi per procurarselo non sono più quelli di prima; le opportunità non sono più quelle di prima.

Quest’ultimo aspetto è a sua volta duplice, in realtà: contiene sia un problema, sia un’opportunità, strettamente correlate tra loro.

Le opportunità d’impiego, specie quelle di un livello “medio-alto”, richiedono competenze e capacità (quelle che gli inglesi definiscono skills) diversificate e sempre più specifiche. In tal senso, le lingue straniere rappresentano una caratteristica che è necessario possedere per poter accedere ad un mercato del lavoro sempre meno locale e sempre più internazionale. L’inglese gioca un ruolo di primo piano, questo è ovvio.

Inoltre, non va sottovalutato il fenomeno per il quale sempre più aziende che operano anche solo all’interno dei nostri confini a richiedere come requisito indispensabile per le assunzioni del personale un certo livello nella padronanza dell’inglese.

In tal senso, l’apprendimento avvenuto durante gli anni della scuola certo non aiuta: in Italia le lingue estere ricevono una considerazione drammaticamente scarsa nei nostri istituti scolastici; il che ha portato, tra le altre cose, a situare il nostro paese costantemente agli ultimi posti delle graduatorie riguardanti l’apprendimento delle lingue.

La New Way School ha la possibilità di rendere spendibile, in particolare per il lavoro, l’inglese e le lingue straniere: innanzitutto, grazie ad un approccio multimediale e personalizzante, la lingua viene acquisita in maniera “naturale” e non forzata.

L’idea è quella di simulare situazioni di vita reale o di vedere riprodotte le stesse tramite video, ad esempio. Nella stessa ottica, le lezioni devono avere quindi un approccio decisamente conversazionale e dinamico: nessun insegnante impartisce qui le classiche lezioni di grammatica, seguendo gli schemi consolidati e, come si è accennato, ben poco fruttuosi.

L’effetto è quello di creare un ambiente, per così dire, in cui l’idioma straniero sia “respirato” e non soltanto “imparato”.

La New Way School si trova a Brescia in Viale Duca d’Aosta 30. Per chi fosse interessato, è possibile consultare il sito http://www.newwayschool.it/, oppure contattarla telefonicamente il numero 030/2077748.

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